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Al Fermi si sperimenta una mini-università: nasce la ‘banca del tempo didattico’

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Scarica la brochureAl via la sperimentazione scolastica che vede gli alunni, come piccoli studenti universitari, scegliere e seguire il proprio corso integrativo a recupero delle ore curriculari. Al Fermi di Sarno, grazie alla riduzione dell’ora “canonica” da 60 minuti a 50, sia gli alunni che i docenti ‘accumulano’ tempo didattico da recuperare con attività aggiuntive coerenti con l’offerta formativa della scuola e volte principalmente alla valorizzazione delle eccellenze e al rafforzamento delle competenze di base.Le ore svolte in orario extracurriculare presuppongono la formula delle “classi aperte” che consente di differenziare i percorsi didattici e di ottimizzare il “tempo scuola” a favore del successo formativo di ogni alunno. Una mini-università, dunque, dove ciascuno può scegliere il proprio corso, in piena libertà, in base alla propria disponibilità oraria, al docente o alla disciplina che preferisce. L’Istituto offre 33 corsi che spaziano dalla matematica e dall’italiano per le prove Invalsi al coding, dall’informatica alla fisica laboratoriale, dal rugby al gioco degli scacchi, dal primo soccorso all’educazione stradale, dal riciclo chimico alla new economy, dall’arte manuale all’integrazione culturale, dall’apprendimento della lingua inglese alle attività teatrali. Gli obiettivi formativi di base sono, per tutti, l’educazione al dialogo, al ragionamento, all’ambiente e alla legalità nonché il potenziamento delle competenze di base. “Abbiamo intrapreso un nuovo cammino che cerca di andare incontro ai nostri giovani studenti, che sono il nostro futuro – afferma il Dirigente Scolastico, prof. Antonio Di Riso -. Come educatori, operiamo in un contesto difficile dove la comunicazione interpersonale (sociale, familiare e, a volte, anche scolastica) è affidata sempre più al mobile phone, dove lo strumento prende spesso il sopravvento sul contenuto e ci si dimentica che sottesa ad una competenza, c’è comunque la conoscenza. Come spingere i nostri alunni a relazionarsi, a discutere, a confrontarsi, a dare alla tecnologia il giusto peso sociale e didattico? A queste domande abbiamo cercato di dare risposta con una offerta formativa rinnovata e dinamica, flessibile e diversificata”.

 

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